CONVEGNO DI APERTURA DELLA SETTIMANA DELLO SHIATSU

La Settimana dello shiatsu, organizzata dalla Federazione Italiana Shiatsu Insegnanti e Operatori (Fisieo) e svoltasi lo scorso settembre, ha avuto un buon successo in tutta Italia, grazie agli eventi in calendario e agli operatori che hanno aperto i propri studi per trattamenti dimostrativi.
Quest’anno il convegno inaugurale della manifestazione si è svolto a Milano il 15 settembre 2017 presso l’Hotel Best Western Madison alla presenza di un numeroso pubblico, composto da molti operatori shiatsu e olistici e, naturalmente, alcuni giornalisti. La coordinatrice dei responsabili regionali Fisieo Nadia Simonato ha esordito sottolineando che, come ogni anno da sei anni, la manifestazione si ispira ad un tema di particolare interesse ed attualità esaminato in relazione con lo shiatsu. Il titolo scelto quest’anno è stato “Shiatsu, Ambiente e Salute”, che evidenzia come lo shiatsu, pur avendo origini antiche, sia ancora oggi una disciplina al passo con i tempi e capace di adeguarsi.

Al convegno è intervenuto Fabrizio Bonanomi, direttore della rivista Shiatsu News, parlando di “Ambiente: la necessità di creare uno spazio per la propria salute” e sostenendo che lo shiatsu, strumento conosciuto e gradito dal pubblico, funziona perché non è solo una tecnica: praticato da un operatore esperto, diventa un’arte. Il trattamento shiatsu, oltre a dare benessere, diventa un percorso, e i percorsi diventano cammini che compiono gli operatori e i loro riceventi alla ricerca del proprio spazio, migliorando la salute psico-fisica.
Altri due relatori sono stati il prof. Marco Ingrosso, professore di Sociologia della salute e direttore del Laboratorio Paracelso all’Università di Ferrara, e il prof. Paolo Roberti di Sarsina, medico, psichiatra e omeopata, entrambi sostenitori dell’apertura degli istituti sanitari alle discipline olistiche.
Il prof. Marco Ingrosso ha affrontato il tema “Percorsi di professionalizzazione degli operatori e nuovi assetti dei sistemi di salute”, inerente la formazione degli operatori delle Medicine Alternative e Complementari (CAM), tra cui naturalmente lo shiatsu. Ha ribadito l’importanza della legge 2013 che regolamenta le professioni non organizzate, creando un confine simbolico tra professionisti e amatori. Dopo l’entrata in vigore di questa legge, che finalmente riconosce la professionalità degli operatori delle CAM, bisogna proseguire verso una completa professionalizzazione organizzandosi in gruppi e favorendo la cooperazione tra discipline vicine e complementari; è bene utilizzare anche la ricerca scientifica per farsi riconoscere, accettando i rischi del cambiamento, e compiere un percorso formale di tipo lavorativo senza perdere come motivazione di fondo “il piacere di dare agli altri”. L’università di Ferrara ha concluso una ricerca sulla figura dell’operatore shiatsu che verrà resa pubblica a breve. Le considerazioni fatte nella ricerca puntualizzano che gli operatori devono documentare maggiormente il lavoro svolto, diffondere i risultati e tenere contatti a livello globale, migliorando la comunicazione e l’accoglienza per divulgare quest’arte. Importanti sono i registri degli operatori, ai quali il pubblico può fare riferimento.
Il prof. Paolo Roberti di Sarsina ha sostituito la prof.ssa Mara Tognetti Bordogna e ha affrontato con passionalità il tema “La formazione degli operatori delle CAM alla multidimensionalità della cura”. Il prof. Roberti collabora con la Fisieo dal 2005 firmando un accordo di collaborazione e reciproco riconoscimento con gli allora presidenti Gattini e Zagato, con l’intento di collaborare con le altre discipline oggi denominate complementari. La collaborazione con il comitato delle medicine allora chiamate non convenzionali è proseguita con l’“Associazione italiana per la medicina centrata sulla persona onlus”, che promuove le attività che mettono al centro la persona nella sua componete fisica e psichica in modo scientifico, sociale e spirituale. La medicina di tipo olistico, centrata sulla persona, è complessa, e per promuoverla e coinvolgere la bio medica, medicina accademica, definita dalla OMS dominante, il prof. Roberti fa presente che è necessaria un’alleanza di più discipline olistiche professionali, e in particolare lo shiatsu, forte della sua notevole diffusione tra gli utenti. Nella risoluzione n° 75 del Parlamento Europeo dal titolo “Status delle medicine non convenzionali” (maggio 1997), lo shiatsu infatti figurava tra le otto discipline più importanti e diffuse. Il prof. Roberti di Sarsina ribadisce che è necessario salvaguardare queste medicine tradizionali, che possono aiutare chi non può ricorrere alla medicina allopatica e garantiscono a tutti i cittadini la più ampia libertà possibile di scelta terapeutica. E’ quindi necessario informare in modo adeguato i cittadini, visto che le discipline complementari hanno avuto un impulso vertiginoso dal 1963 al 2012, ed è iniziata una informazione da parte dei media in internet e sulle riviste mediche più importanti.
L’operatore delle CAM, ed in particolare l’operatore shiatsu, deve prendersi le responsabilità, avere una visione multi dimensionale, collaborare con operatori di altre discipline e prima di tutto prendersi cura di se stesso e del settore in cui opera. Riconosciuto come professionista dalla legge 2014, deve applicare la tecnica con etica, migliorando la propria sensibilità professionale. L’esperienza dell’operatore delle CAM nel campo delle tecniche energetiche gli consente di lavorare ad esempio nelle “Case della salute”, diffuse in alcune strutture ospedaliere in Italia, importanti per fare esperienza (“allenarsi alla salute”). E’ necessario seguire una continua formazione e un approfondimento documentale anche tecnico-scientifico; come anticipato dal prof. Ingrosso, l’operatore shiatsu si deve far conoscere e deve essere riconosciuto.

L’ultimo intervento è stato quello di Danila Franceschini, responsabile della VIS Fisieo della Lombardia, che ha presentato la relazione “Volontariato, progetti attuali e idee future per un sostegno alla salute”, sulle attività di volontariato tramite lo shiatsu, che è stata ben accolta dai presenti. Dopo una breve storia della recente costituzione della Vis Fisieo (2013) con il compito di coordinare, avviare ed orientare le attività di volontariato svolte dai soci Fisieo, ha presentato alcuni progetti ultimati o in corso di realizzazione, sia coordinati dalla VIS Fisieo che da scuole e operatori della Lombardia. Sono stati proiettati dei filmati, graditissimi al pubblico presente, di due progetti coordinati dalla Vis Fisieo; il primo, dal titolo “Benessere con lo Shiatsu”, nato nel 2009 e coordinato dall’operatrice Fisieo Francesca Morini presso l’associazione di Milano “La nostra comunità”. Il progetto prevede una pratica shiatsu settimanale su persone in situazioni di disagio psico-fisico e disabilità cognitiva, con la collaborazione inoltre di musicisti professionisti, educatori e musico terapeuti. Il secondo progetto, nato dal Rotary Club Distretto 2050 e denominato “Amico Campus”, ha lo scopo di offrire ai ragazzi una settimana all’insegna dello sport e del divertimento, intrattenendo nel contempo i loro genitori; quest’anno ha visto la partecipazione dello shiatsu con l’operatrice Fisieo Simona Canepa.
Danila ha poi illustrato altri progetti di operatori e scuole iscritti alla Fisieo. La sede di Milano della Scuola Internazionale di Shiatsu Italia ha presentato due progetti: il primo, dal titolo “Con-tatto”, realizzato tra il 2015-17 in collaborazione con le case alloggio per malati di HIV coordinate dalla C.R.C.A del gruppo Caritas Ambrosiana; il secondo, iniziato nel 2017 in collaborazione con l’Associazione Italiana Giovani Parkinsoniani Onlus, ha portato lo shiatsu a giovani malati di Parkinson, con monitoraggio clinico-scientifico da parte della dott.ssa neurologa Elena Lamperti e della psicologa Francesca Mameli.
La Scuola Zen di Shiatsu sta realizzando il progetto “Educazione al BenEssere” presso la sezione femminile della casa circondariale di Bergamo, utilizzando esercizi di respirazione, Zen Stretching di Masunaga e Zen Shiatsu. Altri progetti sono stati realizzati a Parabiago nel 2016-17 da Silvia Mantegazza (“BenEssere Nonni”, dedicato al benessere psico-fisico degli ospiti della “Casa del Nonno”) e a Varese dal 2014-17 da Antonio Santoro (“I bambini fanno lo shiatsu”, laboratorio di shiatsu presso la scuola primaria di Sant’Alessandro di Caronno Pertusella). Le operatrici Fisieo Antonella Clavenna e Paola Mantovani dal 2014 portano avanti il progetto “ConTatto: lo Shiatsu in Ospedale”, che propone trattamenti su pazienti in cura oncologica durante tutto il ciclo di chemioterapia presso l’ambulatorio di Oncologia DH ASST-Rhodense. Danila Franceschini continua il progetto “Do-in” nel reparto psichiatrico dell’Ospedale San Paolo, proponendo esercizi di riequilibrio energetico per pazienti psichiatrici.

Al convegno ha partecipato come ospite anche la dott.ssa Simona Arletti, in rappresentanza del progetto “Città Sane” promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che ha documentato le iniziative messe in atto in numerose città d’Italia.
La presentazione si è conclusa con gli interventi del giornalista Vincenzo Bonaventura, moderatore, che ha assistito gli ospiti presentandoli e facilitando la loro relazione, e di Sara Bazzocchi, rappresentante regionale Fisieo per la Lombardia, che ha ripreso l’argomento proposto per la settimana dello shiatsu, approfondendolo.

Roberto Palasciano

 

LE TRE REGOLE SHIATSU FONDAMENTALI PER IL CENTRO IOKAI DI TOKYO

Durante uno dei nostri contatti con Haruhiko Masunaga, abbiamo ricevuto un vademecum scritto da Shizuto Masunaga contenente delle raccomandazioni per gli allievi dello Iokai riguardo alle regole della pressione shiatsu e che sono propedeutiche al seminario di Keiraku Shiatsu che si tiene in Italia.

Per approfondimenti in merito, potete consultare il “Manuale di shiatsu – 1° mese” di Shizuto Masunaga e la sua appendice “Setsu shin e shoku shin”.

Le tre regole shiatsu fondamentali

Noi istintivamente posiamo le mani sulla zona in cui avvertiamo dolore. Questo, in giapponese, è chiamato teate (手当て). Lo shiatsu è dare un istintivo teate per conto della persona che prova dolore*. Pertanto, è fondamentale esercitare una pressione piacevole, che sia naturale.

Rikyu** ha insegnato qualcosa di piuttosto ovvio: “Il più intimo segreto della cerimonia del tè è dare la suggestione del fresco in estate e del caldo in inverno”.
Tuttavia, è molto difficile afferrare questa naturalezza. Come egli stesso dichiarò, “Diventerò discepolo di chiunque riuscirà a farlo”. Pertanto, prima è necessario imparare il protocollo. Dunque, come lo shiatsu può allinearsi a questa naturalezza? Lo spiegherò attraverso le tre regole fondamentali che governano lo shiatsu.

1) Pressione perpendicolare

Una pressione perpendicolare stabile applicata alla superficie del corpo è quella che riceviamo dal nostro ambiente naturale, e un organismo vivente conduce la sua vita reagendo ad essa. Una pressione repentina, locale e non perpendicolare stimola e mette in tensione i nervi del sistema nervoso simpatico, il che potrebbe facilmente danneggiare l’organismo vivente. Ciò eccita le funzioni motorie e stimola la circolazione sanguigna. In ogni caso, non è appropriato in caso di disturbi.

2) Pressione mantenuta costante

La pressione perpendicolare è utilizzata anche nell’anma e nel massaggio. Tuttavia, lì la pressione cambia ritmicamente. Nello shiatsu, invece, la pressione applicata è stabile e costante.
La pressione mantenuta costante di solito viene applicata da 2 a 7 secondi, ma potrebbe essere più breve, così come potrebbe durare da 8 a 30 secondi o più. Il punto chiave di questa pressione costante è la sua stabilità. Questo permette alla pressione di penetrare nelle zone più profonde del corpo, attivando l’innervazione parasimpatica degli organi interni, il che ha un effetto rilassante.

3) Sasae-atsu (Pressione sostenente)

È difficile applicare una pressione perpendicolare mantenuta costante con la forza delle dita e delle braccia. Possiamo ottenerla solo utilizzando il tono muscolare involontario.
Quando manteniamo una certa postura, non facciamo uno sforzo fisico consapevole, tuttavia siamo in grado di rimanere così a lungo. Questo è il lavoro dei muscoli che sostengono il peso. Ciò accade anche quando si tiene in mano un oggetto. Questo metodo viene chiamato sasae-atsu, ed è anche la pressione che mettiamo in atto quando sosteniamo noi stessi, mentre sosteniamo l’altra persona.

Quando cerchiamo di appoggiarci al ricevente invece di spingerlo, la persona si affida a noi. Questo è ciò che chiamiamo “interrelazione”, che si esprime con il carattere giapponese per l’essere umano, il cui ideogramma è 人 (le due linee rappresentano due esseri umani che si sostengono l’un l’altro).

Possiamo anche chiamarla tecnica “a due mani”, in cui la mano che esegue una pressione rilassante (disperdente) è continuamente supportata dalla mano che esegue una pressione tonificante. Questo è ciò che chiamiamo sasae-atsu.

Quando stimoliamo il corpo di un ricevente con una pressione eseguita in posizione instabile, il corpo non può rilassarsi e cercherà di rispondere tendendo i muscoli e indurendosi. Se i muscoli del ricevente sono tesi e non rilassati, non importa quanto shiatsu eseguiamo, la pressione non penetrerà nel suo corpo. Quando la pressione è applicata in una direzione, a meno che il pavimento agisca come forza di sostegno, il ricevente deve essere sostenuto da una pressione nella direzione opposta. La tecnica a due mani è importante anche per il sasae-atsu (pressione sostenente).

In breve, il ricevente deve essere rilassato quando eseguiamo un trattamento shiatsu. Pertanto, l’operatore deve essere a proprio agio, rilassato e gentile, e deve avere un atteggiamento di sostegno nei confronti del ricevente.

Shizuto Masunaga
Centro Iokai – Tokyo

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*Teate: te, in giapponese, significa “mano”, e ate “applicare”. La combinazione dei termini teate può significare “appoggiare le mani” e, per estensione, “trattamento”, “cura”. In ogni caso, la parola teate è sempre stata collegata alla stimolazione dell’energia ed utilizzata dagli operatori di shiatsu, anma, anpuku, ecc. Il teate, dunque, non è altro che portare la mano verso qualcuno bisognoso d’aiuto. Al posto della propria mano, viene appoggiata quella di un’altra persona, e questo è un ulteriore significato del termine.

**Sen Rikyū (1522 – 1591) è stato un monaco buddista giapponese, riformatore della Cerimonia del tè, che codificò in maniera definitiva nella forma wabi-cha, la quale ha dei punti in comune con lo shiatsu, forse spiegabili col fatto che entrambi fanno parte della stessa cultura giapponese. Per approfondire l’argomento, vedere “Manuali di Shiatsu – 1° mese” di Shizuto Masunaga, pag 31 (Nijiri guchi).

LO SHIATSU DI MASUNAGA RACCONTATO DA KISHI

Estratto da “Sei-ki, Life in resonance. L’arte segreta dello shiatsu” di A. Kishi

Ecco un estratto dalla seconda parte del volume, pubblicato da Shiatsu Milano Editore, che riporta una conversazione – intervista tra Alice Whieldon e Akinobu Kishi.
Kishi sviluppò il proprio metodo Seiki-Soho dopo aver acquisito una profonda conoscenza dello shiatsu e aver assistito Shizuto Masunaga per dieci anni. Da queste conversazioni emergono un interessante ritratto di Masunaga e la sua concezione dello shiatsu.

La ricerca aveva condotto Masunaga all’interno della storia della medicina tradizionale, per trovare un fondamento teorico su cui potesse fondare lo Shiatsu e riportarlo ad una più appropriata collocazione.
La ricerca di una teoria dello Shiatsu, seguendo le tracce lasciate dalla terapia manuale, lo aveva condotto alla teoria dell’Agopuntura. In Agopuntura, la diagnosi manuale è chiamata sesshin ed è composta da due elementi: setsumyaku e sekkei. Gli agopuntori individuano gli tsubo con il setsumyaku, che è la diagnosi del battito. Il sekkei, non più molto usato, consisteva nell’”accarezzare” il percorso dei meridiani con l’intera mano a fini diagnostici, Masunaga riteneva che questa tecnica fosse l’elemento dell’Agopuntura più vicino allo Shiatsu. Approfondendo la ricerca delle origini dell’Agopuntura, scoprì che la descrizione dell’”accarezzare” non era il significato originale del sekkei. Ipotizzò quindi che il sekkei fosse originariamente praticato con una pressione dell’intera mano mantenuta stabile. Cosa che si conformava molto bene alla sua idea di sesshin che nello Shiatsu utilizza una pressione stabile per la diagnosi syo*. Era sicuro di aver trovato nella storia della medicina tradizionale un importante legame teorico che potesse facilitarlo nella legittimazione dello Shiatsu. Il risultato di tutto ciò fu che il sesshin divenne la sua via ideale, l’essenza del suo Shiatsu ed era ciò che veniva insegnato allo Iokai.

[…]

Lo studio accademico deve essere fondato, assolutamente, sulla pratica.
La caratteristica più importante del lavoro di Masunaga è il sesshin. Ci si scorda del proprio essere e si pratica il-proprio-essere-e-l’altro-come-uno. Sesshin è come essere mu-shin**; come sviluppare un tocco appropriato, tekiatsu, ed essere capaci di toccare ogni persona nel modo che le si adatta di più. Ha scritto una guida al sesshin che venne pubblicata insieme alla mappa dei meridiani. La guida dice che bisogna praticare il sesshin. I meridiani sono soltanto la via pratica che permette al sesshin di passare; con un tocco stabile, all’incirca lungo il meridiano, la diagnosi kyo/jitsu viene eseguita correttamente e l’effetto curativo è simultaneo.

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*La diagnosi Syo è la diagnosi orientale.
**Mu-shin è niente-mente o mente vuota.

MANUALI DI SHIATSU – 4° MESE

Introduzione all’edizione italiana di “Manuali di Shiatsu – 4° mese” di Shizuto Masunaga (Shiatsu Milano Editore), a cura di Roberto Palasciano

“Quando insegno shiatsu, sovente qualche allievo mi chiede consigli per trattare i riceventi, e una domanda frequente è “perché non ci spieghi una sequenza, ad esempio, per trattare la lombosciatalgia?”. La mia risposta solitamente è che il Keiraku shiatsu di Masunaga lavora sui meridiani, per cui è importante valutare il kyo e il jitsu su hara e schiena e, in seguito, tonificare o disperdere percorrendo il meridiano coinvolto. Poi, con l’esperienza, si potranno verificare i risultati della terapia meridianale e la conseguente diminuzione dei sintomi, senza dimenticare alcuni concetti fondamentali della filosofia orientale. Leggendo questo libro, immagino già che gli allievi mi diranno: “Guarda però che Masunaga spiegava bene come trattare i vari disturbi, questo sì che è un manuale!”
In realtà, nel testo, Masunaga ribadisce spesso che si può impostare la cura a partire dal disturbo, ma che il compito dello shiatsu è curare la disarmonia del paziente a livello generale e, di conseguenza, i sintomi della malattia verranno meno.
Lo shiatsu clinico illustrato in questo manuale è frutto degli anni di esperienza del maestro, uniti ai suoi studi della psicologia (secondo la medicina occidentale) e degli antichi manoscritti di medicina orientale. Premessa quindi la sua grande preparazione, Masunaga sensei consiglia agli studenti di leggere con attenzione questo manuale, per approfondire la loro conoscenza e apprendere alcune nozioni mediche, che potranno servire sia nell’interazione con il ricevente sia a loro personalmente, concludendo: “Sarebbe opportuno che le persone acquisissero nozioni mediche basilari, senza necessariamente entrare nell’ottica scientifico-professionale”.

In effetti, questo testo contiene molte indicazioni mediche, e si è cercato di mantenere lo spirito comunicativo dell’autore pur nella necessità di non venir meno ad una correttezza scientifica, in merito alla quale si è resa più che mai necessaria la supervisione della dott.ssa Elena Lamperti. La traduzione non è stata facile, ma pensiamo di essere riusciti a rendere bene alcuni concetti medici importanti, che risultano ancora attuali, e il loro abbinamento al trattamento dei meridiani.

Questo testo, certamente, rende fruibile a tutti un ambito di applicazione della pratica shiatsu per una serie di “malesseri” comuni, che possono interessare noi in prima persona, oltre che i riceventi su cui operare. Ed avere indicazioni su come muoversi correttamente in tali situazioni, sarà sicuramente di grande aiuto.
Con questo manuale abbiamo terminato un’opera che, a mio avviso, risulterà molto preziosa per gli allievi, ma anche per gli operatori e gli insegnanti shiatsu, unitamente al libro “Racconti di 100 trattamenti”, dello stesso autore”.

Roberto Palasciano
Direttore Didattico della sede di Milano della Scuola Internazionale di Shiatsu Italia e responsabile editoriale di Shiatsu Milano Editore

RACCONTO SUL DOLORE LOMBARE

Estratto dal libro “Racconti di 100 trattamenti” di Shizuto Masunaga (Shiatsu Milano Editore)

Il racconto che vi proponiamo è il n. 3 e si riferisce al dolore lombare: abbiamo pensato che questa integrazione potesse permettervi di approfondire il modo di lavorare di Masunaga sensei e la sua pratica sul tatami, dal tocco amorevole e sobrio. Potrete anche comprendere meglio il disagio del vostro ricevente e, oltre a fare la valutazione dei meridiani e degli organi, aiutarlo con consigli per correggere il perdurare dello squilibrio e invogliarlo a prendersi cura del proprio corpo e della propria vita.

Il dolore lombare (lombalgia)

“In questi ultimi tempi molti pazienti soffrono di dolori lombari. In precedenza, questo sintomo era considerato tipico della vecchiaia; in Giappone si diceva che il dolore ai reni era dei quarantenni e quello alle spalle (chiamato anche “spalla congelata”) dei cinquantenni, ma di recente la lombalgia colpisce anche i più giovani.
Il dolore lombare si estende dalla decima vertebra dorsale fino al coccige. Lombalgia è il nome generico di numerosi sintomi, cause e malattie, pertanto è necessario porre estrema attenzione a tutto ciò che il paziente manifesta. Le cause del disagio sono le più svariate: da chi ha tentato di sollevare oggetti pesanti e quindi è rimasto bloccato, a chi è caduto dalle scale e prova dolore nel sedersi, pur riuscendo a camminare, o a chi riesce a muoversi ma non può stare a lungo in piedi; il dolore a volte dipende da come ci si siede, o si manifesta nell’atto di cominciare a camminare ma passa mentre si passeggia…insomma, esistono davvero svariate manifestazioni di lombalgia.
I medici, guardando le lastre, diagnosticano l’ernia o la sciatica (ischialgia), senza entrare nel dettaglio dei sintomi e senza visitare i pazienti; quasi con disinvoltura, fanno punture, somministrano farmaci per alleviare il dolore e, se possibile, ingessano l’area interessata. Quindi, non è raro che il paziente venga ospedalizzato per lunghi periodi, o comunque debba fare terapie presso gli ospedali.
Ovviamente, l’aumento di casi di lombalgia ha portato all’aumento di operatori e trattamenti non riconosciuti ufficialmente, ma purtroppo queste cure non permettono una diagnosi completa perché non considerano la persona nella sua interezza.
Anche la chiropratica, ad esempio, si avvicina al problema, ma non può cogliere completamente la natura del dolore lombare solo osservando lo spostamento e riallineando le ossa; e nemmeno l’agopuntura, la moxaterapia e l’osteopatia, che invece si concentrano sul dolore. Voi mi direte che la cura della lombalgia deve mirare a risolvere il dolore: vi chiedo di pazientare e di ascoltare il mio pensiero.

Accanto alla mia clinica di Ginza a Tokyo c’era un parrucchiere. Un giorno una loro cliente scivolò davanti all’entrata del negozio: pensando che avesse sbattuto le ossa del bacino, la feci stendere sul loro lettino e, toccandole i meridiani nella parte inferiore di quella zona, notai che tutta l’area interessata era tesissima. In quello stato, bastava poco per farsi seriamente male. Trattai con successo la parte, ma iniziai a preoccuparmi quando mi resi conto che la donna non riusciva a muovere la gamba destra: compresi allora che si era fratturata la testa del femore. Mentre telefonavo all’ospedale, ebbi i sudori freddi. Preoccupato, tornai alla mia clinica, ed in seguito ricevetti una telefonata dal dottore dell’ospedale che si congratulò per la qualità del mio trattamento. Ne fui sollevato, visto che ero riuscito a non fare del tutto una figuraccia!
In caso di lombalgia, potrebbero verificarsi anche episodi di questo genere.

Negli ultimi tempi le gambe non vengono tenute in allenamento, ed il disuso della seiza (posizione seduta tradizionale giapponese, il cui significato letterale è “sedersi correttamente”, inginocchiati sulle gambe piegate) ha portato all’indebolimento degli arti inferiori e delle anche dei giapponesi. Così, è aumentato il numero di lombalgie causate a volte da piccolissimi traumi, capaci però di scatenare un forte dolore e disagio.
I medicinali che si prendono oggigiorno per altri leggeri malesseri quali raffreddore, disturbi della pressione arteriosa e malfunzionamento dell’apparato digerente, tendono a nascondere i sintomi legati alla lombalgia, impedendoci così di prendere coscienza del problema.
L’anca, in Giappone, è una zona importante: è un kanamè, cioè un punto da cui partono tutti i movimenti. Il relativo pittogramma raffigura l’azione di una donna che avvolge l’anca con una cintura caratteristica dell’abbigliamento tradizionale femminile giapponese. Il perno di un ventaglio corrisponde esattamente a questa lettera. Tale punto necessita di molta attenzione, perché tutto si concentra lì. L’anca (koshi), come il collo (kubi), sono kanamè: zone fondamentali per il controllo dei movimenti corporei.
E’ per l’importanza del movimento delle anche che, se si avvertono dolori e sintomi in quell’area, in realtà il malessere non proviene da lì. Infatti, curando molti casi di lombalgia, ci si rende conto delle molteplici possibili cause, così come della loro correlazione a sforzi di ogni genere, stanchezza e vari disordini alimentari, che si sommano e manifestano come campanelli d’allarme per permetterci di curarci. In questi casi, dico ai pazienti: “Guardi che, senza questa lombalgia, lei avrebbe continuato a fare sforzi fino a sviluppare malattie davvero serie. Perciò, non consideri il dolore come una cosa fastidiosa che le rovina la vita attuale, ma ne sia quasi grato; ci rifletta, anche se ora la pensa diversamente. Io con le mani sento che i suoi organi interni sono allo stremo: non deve avere fretta di guarire, ma ringraziare Dio che le ha dato la possibilità di fermarsi e riflettere; io la curo per far sì che il suo corpo ritorni pieno di energia, affinché si auto-difenda da malattie serie”.
Questo è ciò che credo, e che spiego ai miei pazienti mentre li curo.

Quando siamo di fronte a dolori alle anche, dobbiamo allarmarci e capirne la vera origine. Innanzitutto, si deve partire dall’addome; ricordate di trattare sempre con la massima importanza l’hara (addome). Se i muscoli della schiena che sostengono i fianchi sono tesi o distorti, potrebbero certamente causare lombalgia, ma questa è solo una parte del problema. Alcuni ritengono che la colpa sia dovuta al fatto che ci siamo eretti, e dunque il camminare su due piedi potrebbe causare disturbi. Se fosse vero, tutti dovrebbero soffrire di questi dolori, ma non è così. Il corpo è strutturato per permetterci di camminare sui piedi: solo qualora il fisico presenti problemi, iniziano i disagi. Infatti, se per qualche motivo il muscolo iliaco o il muscolo grande psoas, che costituiscono l’ileopsoas, sono tesi o allungati, la nostra postura ne risente. Si può dunque concludere che questi muscoli sono collegati alla zona addominale, e quindi anche agli organi interni, che perciò a loro volta possono provocare la lombalgia”.

Shizuto Masunaga
“Racconti di 100 trattamenti”

SHIATSU & RAGAZZI

Recensione di “SHIATSU per un armonico sviluppo dei nostri ragazzi”, di Marisa Fogarollo (Shiatsu Milano Editore)

Marisa Fogarollo, dopo oltre vent’anni d’insegnamento presso la Scuola Internazionale di Shiatsu Italia, conoscendo le meravigliose possibilità che hanno le nostre mani, tramite il “tocco empatico”, di aiutare gli altri, nel 1996 volle iniziare a collaborare con la Clinica Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera di Padova. Qui, insieme ad altri docenti della Scuola Internazionale di Shiatsu, cominciò ad insegnare alle mamme come trattare i propri bambini, utilizzando lo “shiatsu familiare” praticato in Giappone, oltre che insegnare l’approccio e il trattamento sui bimbi, sia appena nati che grandicelli, anche agli allievi della scuola shiatsu.
Due anni fa, spinta dal desiderio di diffondere le sue conoscenze in materia, ha pubblicato il libro “Shiatsu & Bimbi”, edito da Shiatsu Milano Editore, rivolto ai genitori e a tutte le persone che lavorano con i bambini.
Visto il positivo riscontro mostrato dalle mamme e dagli operatori shiatsu (siamo già alla seconda ristampa del libro), Marisa ha deciso di proseguire la sua opera scrivendo un nuovo libro dal titolo “SHIATSU per un armonico sviluppo dei nostri ragazzi” (in uscita in primavera), che senz’altro diverrà una buona guida per gli operatori che trattano adolescenti.

Sappiamo che l’adolescenza è una fase della vita particolarmente delicata, in cui i ragazzi sperimentano modi di essere e tantissime emozioni, trovandosi ad affrontare problemi più grandi di loro che, purtroppo, lasciano sul corpo segni tali da poter impedire uno sviluppo sereno ed equilibrato. L’autrice, conoscendo bene le problematiche degli adolescenti, dedica un capitolo del nuovo libro ai disegni dei ragazzi trattati con lo shiatsu, interpretati insieme alla psicologa Giuseppina Morrone. Al progetto, che chiedeva ai ragazzi di esprimere le proprie sensazioni prima e dopo il trattamento tramite due disegni, hanno partecipato più femmine che maschi: le ragazze, infatti, sono più disponibili a condividere il proprio mondo interiore con gli altri, mentre alcuni ragazzi, durante l’adolescenza, vivono il trattamento come invasivo.
disegno 2 disegno 1Pubblichiamo qui i due disegni di una ragazza: secondo l’autrice, essi sembrano esprimere la differenza tra la medicina orientale e occidentale. Nel primo disegno il corpo appare diviso a metà (sensazione epicritica, tipicamente occidentale), mentre nel secondo, dopo il trattamento, esso appare unificato (sensazione protopatica, tipicamente orientale). Inoltre, nei trattamenti fatti su ragazzi ricoverati in ospedale, grazie al rilassamento si riscontra la diminuzione del dolore e dell’uso della morfina.

Marisa Fogarollo insegna dunque come trattare i ragazzi con lo shiatsu, proponendo un trattamento su tutto il corpo secondo lo stile di Masunaga e descrivendo numerose sequenze con le relative fotografie, ma facendo anche riferimenti alla medicina cinese, agli aggiustamenti e ai chakra, utili per comprendere i problemi fisici, spirituali ed emozionali degli adolescenti.
Interessante è il lavoro sulla schiena, dove insegna la pratica sui punti yu (shu), le aree di valutazione energetica dorsale indicate da Shizuto Masunaga, le semplici tecniche di massaggio e l’esame ed il trattamento della colonna vertebrale. Gli altri capitoli trattano le parti del corpo soggette a tensioni, in particolare nell’adolescenza: l’addome, il torace, il collo, la testa ed il viso, le gambe e i piedi, il tutto corredato dalle esperienze personali di trattamenti eseguiti dall’autrice.
Interessante è infine il capitolo sulla memoria cellulare e lo stress, che sottolinea quanto i ragazzi d’oggi siano sottoposti a tensioni dovute alle loro eccessive attività, e nel quale vengono esaminati i vari tipi di stress adolescenziali e i modi di trattarli.

LOMBALGIA E SHIATSU

Trattamento per il disturbo del dolore lombare – Estratto dal 4° mese dei “Manuali di shiatsu” di Shizuto Masunaga (Shiatsu Milano Editore)

Sintomi
dolore lombareQuando si parla di dolore lombare ci si trova di fronte sia a svariate tipologie di sintomi che ad una zona interessata piuttosto ampia. Ciò rende complessa una corretta analisi della patologia e anche il trattamento, in quanto l’operatore shiatsu deve tenere tutto a mente. Ad esempio, il colpo della strega, che colpisce all’improvviso, spesso è dovuto all’ernia di un disco intervertebrale, cioè allo spostamento di un disco lombare. Ciò causa dolori e fastidi quando ci si alza, ci si siede o si sta seduti a lungo, e non quando si sta in piedi. Le varie cause scatenanti originano diverse sintomatologie.

Come valutare
Nei giovani sono sempre più in aumento casi di dolore lombare, causato dal colpo della strega o dall’ernia di un disco intervertebrale; originariamente, però, queste patologie interessavano persone di mezz’età, in particolare i quarantenni (in giapponese esiste persino l’espressione “dolore lombare del quarantenne”), perciò venivano associate all’età del paziente. Inoltre, anche pazienti con problemi agli organi addominali, al midollo spinale o di natura ginecologica, possono soffrire di dolore lombare.
Sottolineo che, se si soffre di dolore lombare, alzarsi in piedi piegandosi in avanti è problematico a causa di un’ulteriore antiflessione delle vertebre lombari che, invece di mantenere la loro normale curvatura verso l’interno dell’addome, si rettilineizzano.

Come curare
0541_rL’approccio superficiale del “premere la zona interessata” risulta del tutto inefficace. Se voi esercitaste pressione come per riposizionare le vertebre lombari, che sembrano “uscire fuori”, premendole verso la schiena, non solo aumentereste la loro antiflessione, ma causereste ulteriori peggioramenti, e il paziente potrebbe non riuscire più ad alzarsi in piedi. Quando le vertebre lombari si “spostano” verso l’addome, la funzionalità degli organi addominali diminuisce e compaiono masse dure (shikori). Ciò provoca l’irrigidimento dei muscoli che vanno dalla zona lombare all’interno delle gambe e che permettono di alzarsi in piedi. Se provate ad eseguire l’allungamento delle gambe verso l’esterno, in posizione supina, noterete che le ginocchia non toccano il pavimento.
Innanzitutto, è opportuno eseguire un accurato shiatsu all’addome e, successivamente, spostarsi verso le gambe e i muscoli interni della coscia, sciogliendo le masse dure presenti tramite il processo di allungamento. L’antiflessione dei dischi lombari può essere curata trattando simultaneamente entrambi i processi trasversi delle vertebre, partendo dall’esterno e andando verso il centro dell’addome. Fate poi ritornare il paziente in posizione supina ed eseguite lo shiatsu completo su tutto il corpo, spingendogli le ginocchia verso il petto e ruotandogli leggermente le gambe a destra e a sinistra, per riequilibrare il corpo.

N.d.R. Si possono trovare altre indicazioni su come trattare la zona lombare con il keiraku shiatsu nel libro “Racconti di 100 trattamenti” di Shizuto Masunaga (ed. Shiatsu Milano Editore), in particolare nel racconto 3 “Il dolore lombare” e nel racconto 34 “Lezioni all’estero I”. Inoltre, nel 2° volume di “Manuali di shiatsu”, dello stesso autore ed editore, si può trovare il capitolo “Shiatsu della zona lombare” a pag 72.

DOLORE LOMBARE E SHIATSU

Estratto dal seminario “La scelta del focus nel trattamento shiatsu” di Wilfried Rappenecker, tenutosi c/o la sede di Milano della Scuola Internazionale di Shiatsu Italia nel 2015

Questo articolo ha come tema lo shiatsu per il dolore lombare cronico (con o senza irradiazione del dolore alle gambe), che insorge a causa di peculiari situazioni di vita e schemi emotivi e fisici o, in altre parole, energetici, comunque soggettivi. Per questo motivo, la comprensione delle diverse situazioni di vita dei riceventi rende il trattamento più efficace. In questa sede escluderò di parlare del trattamento specifico dei meridiani secondo la diagnosi del corpo energetico, né parlerò di dolore acuto o cronico. Più una persona soffre dei propri disturbi, più la componente emotiva è pronunciata; pertanto, è utile osservare lo stato d’animo del paziente. Spesso siamo già consapevoli della condizione di vita in cui il mal di schiena si è sviluppato ancor prima di posare le mani su sul ricevente per la prima volta. Un metodo valido e semplice per avvicinarci alle motivazioni che hanno portato qualcuno ad aver bisogno di creare il dolore e i propri schemi energetici consiste nel posare la mano sulla zona più colpita e, semplicemente, restare in attesa di storie inaspettate ed emozionanti che può raccontarci.

Ecco qualche esempio di situazioni che si possono presentare: nel caso di una donna piccola ed energica, un dolore causato da una continua e pronunciata forzatura della parte bassa della schiena è in realtà dovuto al fatto che questa donna crede di doversi irrigidire in quella zona (di ergersi sulle “zampe posteriori”, per così dire) per essere presa sul serio o per essere riconosciuta. Oppure, un uomo con debolezza cronica nella zona lombare può avere la convinzione inconscia di non aver mai ricevuto sufficiente sostegno nel proprio ambiente. Nel caso invece di una persona che soffre di tormentoso dolore, che è intensamente aumentato, l’operatore, toccando la zona, può avere una chiara percezione di forte rabbia.

Il rilascio della tensione da solo non basta L’obiettivo di un trattamento shiatsu sarà stabilizzare e armonizzare l’area, in modo che la tensione (come causa immediata del dolore) venga meno e che la scarsa vivacità, che è alla base della tensione, inizi a risvegliarsi con il sostegno stimolante del terapeuta. Il vuoto energico e la sensazione di stanchezza nella zona lombare raramente significano che l’energia di rene è così esausta da non poter ripristinare la vitalità e la forza in quell’area. Piuttosto, si tratta di uno squilibrio locale e dell’uso sbagliato del corpo energetico e fisico.

Il punto di vista della medicina occidentale sulle cause del mal di schiena A mio parere, la medicina occidentale ha solo in parte capito il processo che porta al mal di schiena. Essa considera il dolore nella parte bassa della schiena una conseguenza di tensione e irritazione dei muscoli e dei legamenti, di un disallineamento cronico, di un prolasso di un disco, di vertebre malformate, di una vertebra lombare in più o di vertebre scivolate. Se vi sono ulteriori irradiazioni dolorose nelle gambe, ciò viene spiegato con l’irritazione di uno o più nervi spinali. Ritengo che solo raramente i dischi prolassati / scivolati siano la causa diretta del dolore nella parte bassa della schiena. Trovo che lo schema di blocco energetico dello shiatsu e della MTC sia più plausibile come origine del dolore (e, nello shiatsu, più utilizzabile). D’altra parte, un provato prolasso del disco (ernia) indica probabilmente un indebolimento energetico a lungo termine e uno squilibrio non solo nella zona, ma in tutta la persona, che dovrebbe essere preso seriamente. La schiena ha molte “facce”; gli schemi energetici e le esperienze di vita possono essere la radice del dolore cronico, e la parte bassa della schiena non è l’unica ad avere disturbi. Spesso, tutto il lato posteriore del corpo ha perso la sua unità e si è suddiviso in parti separate. Se si riesce a far sì che le zone che si sono “separate” tornino a riunirsi in una storia comune, la parte bassa della schiena potrà ritrovare la vitalità perduta. Il ripristino del flusso dell’energia nel meridiano di vescica può liberare i blocchi e dare sollievo.

Schemi energetici per lavorare su tutto il corpo La guarigione dal dolore nella parte bassa della schiena dura nel tempo solo se si lavora sull’elemento acqua in varie parti del corpo. Si può cominciare trattando il retro delle cosce, che forma un’unità energetica con la regione della parte bassa della schiena. Forti tensioni muscolari o energetiche, oppure vuoto e mancanza di forza, si rivelano anche nella zona del sacro. Anche l’energia dell’inguine, se bloccata, può portare al mal di schiena: tecniche di rotazione in profondità ed un lavoro con il palmo delle mani e il peso corporeo possono sbloccarla. Le ginocchia rappresentano, insieme alle gambe e ai piedi, la connessione con la Terra (meridiano di milza/pancreas): la repressione della paura e le emozioni dell’elemento acqua possono portare una persona ad interrompere questo contatto. Gli incavi delle ginocchia possono apparire tesi, nel tentativo di controllare l’emozione dell’acqua; in tal caso, vi saranno sintomi quali stanchezza, debolezza e/o troppa tensione nei muscoli dei polpacci, nelle caviglie, nei piedi e pressione sul tendine di Achille. Questo è il motivo per cui lo shiatsu sulle caviglie e un lavoro su tsubo come vescica 60 e rene 3 e sui diversi stati energetici della pianta e delle dita dei piedi sono utili per rivitalizzare l’energia di vescica. Infine, fare shiatsu sulla parte dolorosa della zona lombare non solo non è necessario per alleviare il dolore, ma può anche essere dannoso e persino peggiorare la situazione. Dunque, il flusso del ki del meridiano di vescica può essere stimolato ed equilibrato con lo shiatsu sul retro delle cosce e delle ginocchia, sulle caviglie e nella regione di spalle / collo, portando ad un rilassamento della zona lombare e ad un significativo sollievo dal dolore.

La mia opinione Contrariamente all’opinione diffusa che si dovrebbe lavorare con una pressione mantenuta in profondità e a lungo nei luoghi di vuoto energetico, la mia esperienza è che ciò può, in determinate circostanze, peggiorare drasticamente i disturbi. Questo può essere spiegato dal fatto che una pressione mantenuta in profondità ha principalmente un effetto energicamente calmante. Il tessuto stanco e inattivo che sta in profondità del vuoto energetico non è ancora pronto a dare stabilità, e la zona lombare indebolita può perdere il suo ultimo sostegno, se i muscoli si lasciano andare. In questo caso, il giorno dopo il trattamento, si può avere un peggioramento. Il trattamento del vuoto energetico nella zona lombare richiede una certa dose di sicurezza ed esperienza per decidere quando la priorità è il rilassamento o, viceversa, la stimolazione. Ecco perché consiglio di evitare questa zona, o fare una stimolazione veloce e leggera, finché l’operatore abbia raggiunto abbastanza esperienza.

Rischi e precauzioni Oltre ad una riduzione del dolore e un rafforzamento della vivacità nella parte bassa della schiena, io mi auguro soprattutto che, a seguito dei trattamenti shiatsu per il mal di schiena cronico, il paziente non si senta peggio di prima. A mio parere, il più grande pericolo da parte dell’operatore è che lavori troppo profondamente e rudemente nella zona del dolore, e rilasci le tensioni nella parte bassa della schiena troppo velocemente e troppo presto. Ci sono alcune altre cose, però, che, se considerate, rendono più probabile un risultato positivo del trattamento. Per esempio, è importante che il ricevente si sdrai in modo che la zona lombare possa rilassarsi. Se il collo è rigido, anche la gabbia toracica superiore e le spalle dovrebbero trovarsi un po’ più alto, in modo che possano rilassarsi. Nei primi trattamenti a un ricevente dolorante, potrebbe essere necessario scegliere la posizione laterale, a volte persino con le ginocchia strettamente allineate al corpo. Io chiedo inoltre ai pazienti di sdraiarsi in qualunque posizione li faccia sentire più comodi: quella che scelgono è un’espressione della loro situazione energetica e fisica, ed è un’informazione che può anche rendere più facile il trattamento. Se il dolore è molto forte e l’esperienza emotiva sembra prevalere, o ci sono altre indicazioni di una situazione instabile (o possibili peggioramenti), allora ritengo che, all’inizio, abbia senso fare due o tre brevi trattamenti a settimana. Ciò ha il vantaggio che l’operatore può rispondere ai cambiamenti (a volte grandi) dal trattamento precedente, ed eventualmente prendere i “cambiamenti in peggio” nella fase iniziale. Il paziente, inoltre, può sentirsi più sicuro, il che aumenta l’efficacia del trattamento. Io faccio notare ai miei pazienti che, soprattutto all’inizio di una serie di trattamenti, ci possono essere battute d’arresto, che ciò è assolutamente normale e che non è un segno di un “errore” nel trattamento. Per lo più, se la situazione peggiora, è solo per un breve periodo e dopo, normalmente, il paziente si sente meglio di prima. Dire queste cose evita che il ricevente si senta scoraggiato dal peggioramento del suo stato e aumenta la fiducia, il che sembra particolarmente importante nel lavoro sul mal di schiena cronico. In sostanza, la conversazione con il nostro paziente è molto significativa e utile per fargli trovare la fiducia, favorendo la guarigione e rendendogli più facile accettare consigli e raccomandazioni.

Wilfried Rappenecker

ACUFENE E SHIATSU

Trattamento per il disturbo dell’acufene: ecco un estratto della dispensa dei seminari che Haruhiko Masunaga ha tenuto c/o la sede di Milano della Scuola Internazionale di Shiatsu Italia nel giugno 2015.


acufene-rSintomi
L’acufene può manifestarsi, ad esempio, con rumore pulsante causato dal flusso sanguigno, con rumore persistente analogo al cicalio o all’eco di un suono contro un ostacolo, o anche con rumori meno netti. Ovviamente, il persistere dell’acufene porta a problemi di udito.

Come valutare L’acufene può essere presente in caso di otite, ipertensione, arteriosclerosi, menopausa, disturbi ai reni e allo stomaco e nevralgia del nervo trigemino. In generale, possiamo affermare che il sangue circola con difficoltà nella zona delle orecchie, se presente una tensione muscolare o una sofferenza del nervo. Un rumore leggero e continuo, percepito dall’orecchio come un tono basso (simile a quello prodotto dai cavi elettrici), è dovuto all’alterazione del flusso sanguigno dei piccoli vasi dell’orecchio situati sotto il padiglione auricolare che, per un aumento della pressione sanguigna, possono dar luogo al sintomo dell’acufene. Se fate shiatsu sotto l’orecchio, noterete che i sintomi dell’acufene riferiti dal paziente sono correlati alle pulsazioni dei vasi in quella zona. I disturbi e i rumori acuti continui, che possono essere causati dall’uso della streptomicina (un antibiotico utilizzato in Giappone), sono di difficile guarigione, contrariamente alla sindrome di Ménière, caratterizzata da giramenti di testa e difficoltà d’udito, sintomi che possono migliorare tramite lo shiatsu.

Come curare Sia i giramenti di testa sia l’acufene possono essere dovuti alla tensione della parotide; dal momento che il meridiano di intestino tenue passa acufeneall’interno dell’orecchio, l’agopuntura ricorre agli tsubo di questa zona per curare tali disturbi (ndr: nella medicina cinese, un ramo interno di questo meridiano si immerge nell’orecchio dal punto IT 19). Si può intervenire sull’acufene seguendo il percorso del meridiano di intestino tenue sia dal collo alle braccia (sciogliendo la tensione), che dall’addome inferiore alla parte interna delle gambe, curando così i sintomi di oketsu (*). Inoltre, l’iperemia (infiammazione) della mucosa uditiva porta all’intasamento della tromba di Eustachio, interessando il meridiano di triplice focolare nel tratto tra la zona cervicale e l’orecchio. Squilibri di questo meridiano provocano sensazione di freddo, vampate, colpo di frusta, ipertensione e arteriosclerosi, che possiamo trovare in concomitanza dell’acufene. Infine, disturbi del sistema nervoso autonomo possono creare squilibrio ai meridiani di rene e vescica, quindi è importante trattare le articolazioni dalla cervicale fino ai lati della schiena, e dalla parte posteriore delle gambe fino alla caviglia e alla pianta del piede. Dal momento che le vertebre cervicali 3° e 4° interessano le orecchie, per curarne le disarmonie si possono eseguire gli allungamenti.

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*Oketsu 瘀血: stasi di sangue, chiamata popolarmente in Giappone “sangue vecchio”; Questo ristagno di sangue che, di solito, inizia nella cavità addominale, può poi diffondersi anche ad altre parti del corpo, ed è dovuto ad uno shock o all’attività del fegato.

SHIATSU IN POSIZIONE SUPINA

Estratto dal libro “Manuali di shiatsu – 3° mese” di Shizuto Masunaga (Shiatsu Milano Editore)

“Lo shiatsu con il ricevente in posizione supina è un aspetto centrale del trattamento: non vi sono dubbi sulla sua importanza, anche perché ci dà la possibilità di fare la diagnosi addominale (fuku-sho, dove fuku = addome e sho = diagnosi). Anche nella medicina occidentale, la valutazione dell’addome era importante per diagnosticare le malattie, ed infatti i medici si esercitavano per acquisire esperienza. Poi, con l’incremento dei macchinari per la diagnostica, il contatto fisico tra medico e paziente ha cominciato ad essere meno frequente. Tale tendenza è confermata dall’aumento delle lamentele circa il fatto che i dottori non toccano più i pazienti. Nonostante siano passati tanti anni ricordo che, per guarire un disturbo che mi aveva colpito durante l’infanzia, il medico curante, ad ogni visita, mi appoggiava la sua calda e grande mano sull’addome, e che tale sensazione era piacevole. Ripensandoci ora, non si trattava di una modalità di diagnosi (shoku-shin) ma di anpuku (una pratica manuale utilizzata per fare la diagnosi addominale anche nel kanpo) che, grazie alla sua efficacia, mi aveva curato. I trattamenti kanpo sull’addome che si praticavano nell’era Edo (Ndr: periodo Edo o Tokugawa, 1600-1868) resero possibili la comprensione dei sintomi che poteva percepire solo il paziente e la loro “traduzione” in manifestazioni analizzabili anche dai medici. L’ineguagliabile dottor Yoshimasu Tōdō (Ndr: 1702-1773) affermava che “l’addome è la fonte della vita”, che quindi le malattie hanno origine in quella zona e che, per fare una diagnosi, si deve “vedere” (se ci è permesso) la pancia; egli considerava tale affermazione la massima della diagnosi dell’addome. Inoltre, nell’anma si diceva che solo le persone più preparate potevano eseguire l’anpuku (il trattamento dell’addome): questo a dimostrazione di quanto non solo fosse importante, ma anche difficile da svolgere correttamente.haraPer diffondere l’anpuku, Shinsai Ota sensei disegnò la prima mappa dell’anpuku (in giapponese, anpuku zukai): senza ricorrere alla complicata tecnica del kyoku-te, dimostrò che, tramite la pressione, si potevano ottenere gli stessi risultati. Il fatto che pochi operatori shiatsu utilizzino questa mappa e che vi siano scuole di pensiero che non pongono al centro dell’attenzione la zona addominale, potrebbe essere dovuto alla diffusione della medicina e del massaggio occidentali, e anche della medicina moderna giapponese. Lo shiatsu sull’addome risulta essere estremamente efficace per i bambini, ma anche i malati gravi e i pazienti che necessitano di riposo provano con esso un giovamento equiparabile ad un vero e proprio trattamento. La piacevolezza della fuku-shin (palpazione dell’addome), praticata dall’esperto di medicina interna, e la possibilità di migliorare le funzionalità degli organi interni, sono aspetti che fanno riflettere sull’importanza di esercitarsi nel trattamento dell’addome. Inoltre, con il ricevente posizione supina, possiamo soffermarci a comunicare con calma e a comprendere lo stato del paziente, che riporrà quindi fiducia nell’operatore. Tale fiducia ci consentirà di chiedere il permesso di “vedere” l’addome; le parole non bastano, serve l’atteggiamento aperto di chi pratica shiatsu”.

Shizuto Masunaga

TONIFICAZIONE E DISPERSIONE NELLO SHIATSU

Kyo-jitsu, tonificazione e dispersione: l’aspetto cruciale dello shiatsu. Estratto dal libro “Manuali di shiatsu – 2° mese” di Shizuto Masunaga (Shiatsu Milano Editore)

“Gli insegnanti di shiatsu affermano che, durante il trattamento, la pressione non è casuale. Alla domanda: “Allora, di che tipo di pressione si tratta?”, di solito viene risposto vagamente, con giri di parole, oppure che bisogna premere correttamente gli tsubo. Se poi viene chiesto che cosa siano gli tsubo, la risposta è che si tratta di punti descritti nei testi tradizionali di agopuntura. Anche per quanto riguarda le proprietà degli tsubo, non si va oltre a quanto già detto dall’agopuntura. Alcuni, poi, sostengono che il segreto della pressione sia nella forma del dito o nel modo in cui si preme. Tuttavia, qualunque sia la forma del dito e comunque si prema, potrebbe essere ininfluente, in relazione alla condizione del ricevente. Ad esempio, una pressione forte o debole non dipende da quanta forza mette l’operatore, bensì dalle caratteristiche fisiche, dall’età, dal sesso e dalla condizione del paziente; e, qualora il suo stato di salute variasse, anche la medesima pressione potrebbe essere percepita diversamente. Altri ancora affermano che lo shiatsu consiste nell’esercitare una pressione corretta, adeguata al ricevente. Se si chiede loro come sia una pressione corretta, rispondono che “E’ un concetto che può essere compreso solo dopo anni di esperienza, e che non si può spiegare in poche parole”. Secondo quest’ottica, perciò, non si può essere un buon operatore shiatsu se non si hanno avute migliaia di pazienti. Ciò somiglia all’affermazione per cui non si può essere un ottimo medico senza aver ucciso centinaia di pazienti con diagnosi errate. Mi chiedo a che scopo verrebbero sacrificate tutte queste persone… tonificazione dispersioneFinora, molti insegnanti di shiatsu hanno spacciato teorie pretenziose come realtà assolute. Se, in quei casi, lo shiatsu si è rivelato efficace, non è dovuto al docente ma alla serietà degli studenti, che hanno imparato tramite quest’arte una sincera empatia verso la vita umana. Immagino, tuttavia, che molti allievi, a causa di insegnamenti errati, si siano arresi senza aver compreso il valore dello shiatsu, o che ne siano rimasti delusi. Io, nel rispondere alla domanda “Cos’è il vero shiatsu?”, ho sempre cercato di far capire che si può comprenderlo non tanto passando dalla teoria alla pratica, bensì tramite un dialogo col ricevente. Penso che alcuni lettori abbiano già capito che ciò consiste nel kyo-jitsu (tonificazione e dispersione), basato sul pensiero della medicina orientale. Pertanto, bisogna spiegare con precisione cos’è il kyo-jitsu e la tonificazione-dispersione”.

Shizuto Masunaga

LA PRESSIONE SHIATSU SOSTENENTE

Estratto dal libro “Manuali di shiatsu 1° mese” di Shizuto Masunaga

Vi proponiamo un estratto dal primo dei “Manuali di Shiatsu”, scritti dal maestro Shizuto Masunaga negli anni ‘70 per i suoi corsi di shiatsu e pubblicati da Shiatsu Milano Editore.  Il testo accenna alla pressione sostenente, secondo il Keiraku shiatsu originale.

“La mano è uno strumento essenziale per venire a contatto, in tutti i sensi, con l’altra persona. Alcuni sostengono che l’ideogramma “persona” nasca dall’unione di due individui: gli esseri umani si danno una mano tra loro, e questo gli consente di vivere. La nostra società è fatta di questi legami, dal “sostenersi a vicenda” inteso in forma passiva, ovvero “farsi sostenere”. Pertanto, potremmo dire che dipendiamo da un’altra persona e che il controllo non è nelle nostre mani ma in quelle altrui. Facciamo un ulteriore passo: proviamo a pensare che il te-ate sia il sostenersi a vicenda, e sostituiamo le tre regole dello shiatsu previste dalla legislatura giapponese (la pressione perpendicolare, la pressione mantenuta costante e la concentrazione mentale) con quest’idea del dare e avere, cioè con la pressione sostenente. Per sostenersi, e sostenere un’altra persona, si deve usare una forza perpendicolare. Non possiamo spostarci all’improvviso e nemmeno spingere l’altro, se vogliamo mantenere l’equilibrio. Anche perché, se spingiamo, il ricevente cercherà di opporsi, cosa che non accade quando ci appoggiamo con il solo intento di sostenerci. Inoltre, mentre l’atto di spingere provoca una contrazione muscolare che, se prolungata nel tempo, porta ad un affaticamento, quando ci si sostiene appoggiandosi ad un altro non si prova stanchezza. Sull’altro noi concentriamo i nostri sensi perché, se è agitato, preoccupato o senza forza, saremo noi a cadere. Questo ci porta a pensare che tra noi e il ricevente esiste un legame di correlazione. Io sostengo l’altro, che a sua volta mi sta sostenendo in un determinato punto chiamato sasae-ten (punto di sostegno), dove si concentrano le mie forze. Dunque, possiamo concludere che i tre principi dello shiatsu si incontrano in questo punto di sostegno. Quando camminiamo, non stiamo schiacciando la Terra, ma concentrando il nostro peso sui piedi in modo che essa ci sostenga. Se “schiacciamo” l’altro, significa che ci siamo separati da lui. Al contrario, quando il ricevente ci sostiene, mettiamo letteralmente nelle mani dell’altro il nostro destino. È per questo che, camminando, non schiacciamo il suolo ma, come detto sopra, ci uniamo alla Terra. Non possiamo vivere separati da essa, e solo così siamo in grado di spostarci. A differenza di quando camminiamo, quando appoggiamo le mani su un’altra persona cerchiamo una posizione comoda, premendo. Nello shiatsu questo atteggiamento può essere definito egocentrico, perché è come se si facessero valere le proprie ragioni sulla controparte. Tale approccio porta a pensare che la parte tesa del paziente sia “cattiva” e che, per migliorarla, si debba esercitare una forte pressione, combattendone la durezza. Anche se lo fate a fin di bene, ciò non è corretto. Sono in molti ad essere interessati alla cerimonia del tè, e lo saranno altrettanti a stupirsi se vi dico che ci sono dei punti in comune con lo shiatsu, forse spiegabili col fatto che entrambi fanno parte della stessa cultura giapponese. Nelle cento frasi di Rikyu (un grande maestro del tè) troviamo: “Non pensate di mescolare il tè con la punta della dita: il segreto di quest’arte è mescolarlo con il gomito”. Portando tale concetto nello shiatsu, possiamo affermare: “Non pensate di fare lo shiatsu con la punta delle dita: il segreto di quest’arte è farlo con il gomito”. Per entrare nella stanza del tè vi è un’usanza, chiamata nijiri-guchi, che consiste nell’avanzare appoggiando, a pugno chiuso, la mano sul pavimento, e sorreggendo così il peso dell’intero corpo. Questa, nello shiatsu, è la posizione corretta della pressione sostenente. Si entra nella stanza con il nijiri-guchi, abbassando l’anca e, una volta dentro, non ci si alza mai in piedi, bensì ci si sposta tramite il nijiri. Lo sapevate?”

Shizuto Masunaga

PERCEZIONE E PROPRIOCEZIONE NELLO SHIATSU

Estratto dal libro “Shiatsu – L’arte di stare bene”, di Paola Mantovani

Il libro “Shiatsu – L’arte di stare bene”, pubblicato da Shiatsu Milano Editore, nelle sue componenti tecnica, teorica e interiore, si pone come guida per accompagnare il lettore verso la conoscenza delle caratteristiche e delle potenzialità dello shiatsu, illustrando gli aspetti fondamentali, a volte incantevoli e stupefacenti, dell’esercizio di quest’arte. Uno shiatsu dal fascino antico, con radici nella sapienza della Medicina Tradizionale Cinese, e dal significato attuale, risposta al bisogno, indotto da una quotidianità sempre più frenetica, di ricongiungimento al significato profondo della propria Essenza.

Ve ne proponiamo un estratto:

La percezione e la propriocezione nell’arte dello shiatsu

“Quando si intraprende lo studio dello Shiatsu si deve approfondire prima il concetto di “propriocezione” e poi di percezione. Nella pratica dello Shiatsu l’operatore si auto-educa per cercare di sviluppare e di affinare sempre di più quelle facoltà percettive atte ad ampliare la propria coscienza e a renderla più sensibile. La propriocezione è la capacità di percepire il proprio corpo e la posizione delle sue parti, in assenza di segnali dall’esterno. Tale capacità deriva principalmente da segnali provenienti dal cervello e non dal corpo stesso. La propriocezione è quindi la capacità di percepire il proprio corpo nello spazio e i suoi limiti strutturali e di movimento. La percezione è definibile come quel processo psichico che opera la sintesi dei dati sensoriali. Le informazioni elaborate dai sensi corporei vengono organizzate in un’esperienza complessa dove viene coinvolto l’intero organismo. La definizione di percezione varia comunque dai contesti a cui si riferisce e dal momento storico in cui si affronta. Quindi è fondamentale la distinzione con il concetto di sensazione, che rappresenta una risposta dei recettori sensoriali ai segnali che provengono sia dall’esterno che dall’interno. Pertanto l’esperienza percettiva è estremamente soggettiva e legata spesso alla memoria di esperienze personali passate o al vissuto personale. Nella filosofia taoista e nella Medicina Tradizionale Cinese il centro che raccoglie tutte le nostre percezioni è Yin Tang. Yin Tang è un punto posto tra le sopracciglia che ha la caratteristica di raccogliere le informazioni di tutti gli altri sensi che poi trasmette al “Cuore” perché le elabori, sintetizzandole poi in una percezione. Il nome in cinese Yin Tang si può tradurre come “casa dell’impressione”, nome che ne enfatizza la funzione. Nella medicina ayurvedica il “terzo occhio” è individuato come il 6° Chakra o Ajna Chakra, conosciuto anche come Chakra delle Sopracciglia, l’Occhio della Conoscenza, della Saggezza, Chakra dell’Occhio interiore o Chakra del Comando. Il suo nome in sanscrito significa conoscere, percepire e anche comandare. Il 6° Chakra è legato alla ghiandola pituitaria, al controllo del sistema ormonale e al cervelletto. Possiamo quindi visualizzare la zona tra le sopracciglia come centro fondamentale che raccoglie non solo i dati sensoriali, ma anche le informazioni che i sensi non riescono a individuare. È un grandissimo centro energetico a cui è correlata la capacità e l’equilibrio psicospirituale, la corretta percezione di sé in relazione a sé stessi, al livello intuitivo e sensitivo dell’individuo. È legato alla memoria, alla volontà e alle più alte facoltà intellettuali. È un centro energetico che, se aperto e vitale, rende l’individuo ipersensibile e chiaroveggente nell’udire e percepire cose e sensazioni in precedenza solo sospettate. Mario Vatrini, studioso e formatore di Shiatsu, sosteneva che l’apertura di questo centro energetico sviluppa ciò che si chiama “potere extrasensoriale”. Per la medicina cinese antica anche la mente è un organo di senso. Per Mente si intende però non solo il pensiero razionale, ma anche le emozioni e i sentimenti che in Medicina Cinese fanno riferimento al Cuore che li armonizza ed esteriorizza. […] La percezione nello Shiatsu è la capacità di cogliere la disarmonia energetica della persona, utilizzando non solo i segni e i sintomi raccolti. Ciò che è veramente importante non si vede ma si percepisce. Noi possiamo vedere e valutare l’atteggiamento posturale della persona che abbiamo di fronte, il suo sguardo, il suo colorito, i segni del suo volto, la sua costituzione, ma ciò che rende efficace la tecnica è la percezione dell’energia attraverso il contatto profondo con l’altro. Questo avviene passando attraverso la propriocezione e lo Shiatsu aiuta a modificare prima il modo abituale di percepire il nostro corpo e poi anche quello dell’altro. Insegna attraverso la circolazione energetica ad ascoltare il corpo e le sue reazioni secondo una logica completamente nuova. Aiuta a disciplinare le persone, affinché la loro percezione possa emergere. L’emergere della percezione si può paragonare all’accensione di una lampadina nella parte più profonda del cervello. Avviene quando l’intuizione arriva alla Coscienza. La percezione ci permette di capire il senso profondo di una situazione, di una valutazione energetica, ci rende improvvisamente chiara la soluzione di un problema. La scienza ha verificato che l’emisfero sinistro del cervello è maggiormente legato al pensiero razionale, alla logica e alla matematica, mentre l’emisfero destro è maggiormente legato all’intuizione, alla percezione, alla fantasia, alla creatività e alla mente analogica. La creatività e la fantasia richiedono l’intervento di entrambi gli emisferi che, se integrati collaborano per potenziare l’attività umana. La parte che permette l’integrazione tra i due emisferi cerebrali è il corpo calloso composto da milioni di fibre nervose. Non si è ancora scoperto molto sul ruolo di questa importante parte del cervello, ma si è certi che ha a che fare con l’intuito e la percezione. Studi recenti hanno dimostrato che nel cervello femminile il corpo calloso è più grande e più spesso rispetto a quello maschile e le donne sono tradizionalmente più abili nel decodificare le emozioni o i segnali non verbali del corpo, anche inconsapevolmente. La scienza moderna non ha ancora scoperto tutti i segreti che risiedono nel nostro cervello e tutte le sue potenzialità. È probabile che il nostro cervello conosca cose che noi non sappiamo ancora di sapere. Il cervello è in grado di registrare stimoli esterni selezionando quelli che vuole fare arrivare alla coscienza e allontanando tutto ciò che non ritiene interessante. […] La percezione può quindi nascere grazie a una sintesi di tutte le nostre capacità celebrali da quelle più razionali, legate alla memoria e al linguaggio, a quelle che nel cervello sono rimaste sopite per anni. Studiare la Medicina Cinese attraverso la tecnica Shiatsu insegna a percepire il mondo e il corpo anche da un’altra prospettiva. Esistono molte tecniche corporee, sia individuali che di contatto, che aiutano l’individuo a migliorare le capacità percettive corporee. La tecnica Shiatsu è ottima per aiutare la persona a entrare nella propria profondità e in quella dell’altro, potenziando quegli strumenti che sono innati nell’uomo ma sovente ancora dormienti: le capacità percettive”.

Paola Mantovani