LE TRE REGOLE SHIATSU FONDAMENTALI PER IL CENTRO IOKAI DI TOKYO

Durante uno dei nostri contatti con Haruhiko Masunaga, abbiamo ricevuto un vademecum scritto da Shizuto Masunaga contenente delle raccomandazioni per gli allievi dello Iokai riguardo alle regole della pressione shiatsu e che sono propedeutiche al seminario di Keiraku Shiatsu che si tiene in Italia.

Per approfondimenti in merito, potete consultare il “Manuale di shiatsu – 1° mese” di Shizuto Masunaga e la sua appendice “Setsu shin e shoku shin”.

Le tre regole shiatsu fondamentali

Noi istintivamente posiamo le mani sulla zona in cui avvertiamo dolore. Questo, in giapponese, è chiamato teate (手当て). Lo shiatsu è dare un istintivo teate per conto della persona che prova dolore*. Pertanto, è fondamentale esercitare una pressione piacevole, che sia naturale.

Rikyu** ha insegnato qualcosa di piuttosto ovvio: “Il più intimo segreto della cerimonia del tè è dare la suggestione del fresco in estate e del caldo in inverno”.
Tuttavia, è molto difficile afferrare questa naturalezza. Come egli stesso dichiarò, “Diventerò discepolo di chiunque riuscirà a farlo”. Pertanto, prima è necessario imparare il protocollo. Dunque, come lo shiatsu può allinearsi a questa naturalezza? Lo spiegherò attraverso le tre regole fondamentali che governano lo shiatsu.

1) Pressione perpendicolare

Una pressione perpendicolare stabile applicata alla superficie del corpo è quella che riceviamo dal nostro ambiente naturale, e un organismo vivente conduce la sua vita reagendo ad essa. Una pressione repentina, locale e non perpendicolare stimola e mette in tensione i nervi del sistema nervoso simpatico, il che potrebbe facilmente danneggiare l’organismo vivente. Ciò eccita le funzioni motorie e stimola la circolazione sanguigna. In ogni caso, non è appropriato in caso di disturbi.

2) Pressione mantenuta costante

La pressione perpendicolare è utilizzata anche nell’anma e nel massaggio. Tuttavia, lì la pressione cambia ritmicamente. Nello shiatsu, invece, la pressione applicata è stabile e costante.
La pressione mantenuta costante di solito viene applicata da 2 a 7 secondi, ma potrebbe essere più breve, così come potrebbe durare da 8 a 30 secondi o più. Il punto chiave di questa pressione costante è la sua stabilità. Questo permette alla pressione di penetrare nelle zone più profonde del corpo, attivando l’innervazione parasimpatica degli organi interni, il che ha un effetto rilassante.

3) Sasae-atsu (Pressione sostenente)

È difficile applicare una pressione perpendicolare mantenuta costante con la forza delle dita e delle braccia. Possiamo ottenerla solo utilizzando il tono muscolare involontario.
Quando manteniamo una certa postura, non facciamo uno sforzo fisico consapevole, tuttavia siamo in grado di rimanere così a lungo. Questo è il lavoro dei muscoli che sostengono il peso. Ciò accade anche quando si tiene in mano un oggetto. Questo metodo viene chiamato sasae-atsu, ed è anche la pressione che mettiamo in atto quando sosteniamo noi stessi, mentre sosteniamo l’altra persona.

Quando cerchiamo di appoggiarci al ricevente invece di spingerlo, la persona si affida a noi. Questo è ciò che chiamiamo “interrelazione”, che si esprime con il carattere giapponese per l’essere umano, il cui ideogramma è 人 (le due linee rappresentano due esseri umani che si sostengono l’un l’altro).

Possiamo anche chiamarla tecnica “a due mani”, in cui la mano che esegue una pressione rilassante (disperdente) è continuamente supportata dalla mano che esegue una pressione tonificante. Questo è ciò che chiamiamo sasae-atsu.

Quando stimoliamo il corpo di un ricevente con una pressione eseguita in posizione instabile, il corpo non può rilassarsi e cercherà di rispondere tendendo i muscoli e indurendosi. Se i muscoli del ricevente sono tesi e non rilassati, non importa quanto shiatsu eseguiamo, la pressione non penetrerà nel suo corpo. Quando la pressione è applicata in una direzione, a meno che il pavimento agisca come forza di sostegno, il ricevente deve essere sostenuto da una pressione nella direzione opposta. La tecnica a due mani è importante anche per il sasae-atsu (pressione sostenente).

In breve, il ricevente deve essere rilassato quando eseguiamo un trattamento shiatsu. Pertanto, l’operatore deve essere a proprio agio, rilassato e gentile, e deve avere un atteggiamento di sostegno nei confronti del ricevente.

Shizuto Masunaga
Centro Iokai – Tokyo

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*Teate: te, in giapponese, significa “mano”, e ate “applicare”. La combinazione dei termini teate può significare “appoggiare le mani” e, per estensione, “trattamento”, “cura”. In ogni caso, la parola teate è sempre stata collegata alla stimolazione dell’energia ed utilizzata dagli operatori di shiatsu, anma, anpuku, ecc. Il teate, dunque, non è altro che portare la mano verso qualcuno bisognoso d’aiuto. Al posto della propria mano, viene appoggiata quella di un’altra persona, e questo è un ulteriore significato del termine.

**Sen Rikyū (1522 – 1591) è stato un monaco buddista giapponese, riformatore della Cerimonia del tè, che codificò in maniera definitiva nella forma wabi-cha, la quale ha dei punti in comune con lo shiatsu, forse spiegabili col fatto che entrambi fanno parte della stessa cultura giapponese. Per approfondire l’argomento, vedere “Manuali di Shiatsu – 1° mese” di Shizuto Masunaga, pag 31 (Nijiri guchi).